ACQUARIO

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21 gennaio, 19 febbraio – fisso, aria, maschile

“il compito di una persona forte è di proteggere il più debole, e non approfittarsi del suo vantaggio”. Potrebbe essere questo il motto che descrive gli ideali dell’acquario. Dopo che il Capricorno ha espresso l’archetipo del sovrano, di chi comanda e dirige il destino degli altri, arriva appunto l’acquario, segno anarchico per eccellenza. E’ l’anticorpo della tirannia,del potere nelle mani di pochi. L’acquario crede in un mondo diverso, un mondo migliore, dove ognuno è il comandante della propria nave, un mondo in cui nessuno ti dice cosa devi o non devi fare. E’ il ribelle, e crede fortemente nel principio della libertà e della lealtà. Chi appartiene a questo segno si contraddistingue per l’eccentricità, per la sua singolarità. E’ il genio dello zodiaco, il folle, il pazzo lucido. E’ avanti anni luce rispetto alle idee della società e, per questo, è spesso tacciato per un pazzo: ma è solo la capacità di inventare e di vedere il futuro. Ama molto la libertà, sia individuale sia d’espressione. Essendo un segno d’aria, come gemelli e bilancia, anche l’acquario usa la comunicazione. Come terzo segno d’aria, e quindi segno spirituale, la sua comunicazione è ben diversa: è la comunicazione globale, è l’astrologia, ovvero la comunicazione dell’universo. E’ la comunicazione telepatica, l’etere, la vibrazione sensoriale. L’acquario è la sensibilità psichica, la sottile capacità di percepire tutto quello che sta accadendo e sta per accadere. Non si tratta di una capacità “spirituale”, bensì di un’abilità innata di riuscire a collegare alla velocità della luce tutti gli eventi e di riuscire, sempre a questa velocità, a trarre le conclusioni e calcolare quello che potrebbe accadere; difficilmente sbaglia. Ad un acquario è difficile mentire. Se mai dovesse capitare, la sua reazione non sarebbe di attacco, bensì quella di allontanarsi, di chiudere i rapporti e la comunicazione con quella persona. Se un acquario è tradito o deluso, difficilmente mantiene i rapporti, non riesce a fingere di esserti amico. Ti toglie la sua stima ed il suo riconoscimento. E’ per questo che gli acquario non hanno tante amicizie; si circondano solo di persone compatibili con la loro natura. Benché sia un segno sociale, che vive di relazione, non concede facilmente la sua amicizia. Con chi non lega, perché percepisce una certa falsità o dualità nel comportamento, l’acquario non inizia nemmeno un rapporto e ne mantiene le distanze Crede nella verità, nella sincerità e correttezza. “la mia libertà finisce, dove inizia la tua” è la base del pensiero acquariano. Chi nasce sotto questo segno ha grandi doti intellettuali, percettive, sensibili. Sono grandi comunicatori; a volte parlano poco, ma in quello che dicono, si percepisce subito un valore aggiunto. Sono i tecnologici, coloro che utilizzano la rete globale per diffondere il proprio pensiero. Sono portati per l’informatica e tutto ciò che riguarda la tecnologia.

Il suo pianeta governatore è Urano. Devo dire che questo è un pianeta veramente eccentrico e che corrisponde totalmente alle caratteristiche del segno. Infatti, è sufficiente descrivere che il suo movimento attorno al sole non avviene come quello di tutti gli altri pianeti, che ruotano sull’asse verticale: urano rotola. Il suo asse è orizzontale. Questo pianeta viene anche associato alla scarica elettrica, al fulmine, l’evento improvviso che cambia tutto in un istante. L’imprevedibilità è acquariana. Non potrete mai sapere cosa farà un acquario; non è dato sapere. Potrebbe cambiare repentinamente idea e atteggiamento su qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Da un momento all’altro potreste accorgervi che la persona con cui stavate parlando, solo a girar un attimo la testa, quando riprendete contatto, quella persona è sparita. Si stancano presto, le persone lo annoiano se non sono in grado di stimolare la loro diversità. Ricercano spesso situazioni estreme e non convenzionali.

Chi nasce sotto questo segno ha come compito il raggiungere la propria libertà personale, la libertà di esistere ed essere, fregandosene dei giudizi altrui. Avere un movimento di discontinuità nei confronti delle tradizioni e culture dell’ambiente in cui è nato. Manifestare la propria vera personalità, scontrandosi però, con l’ostacolo più grande in assoluto: i legami famigliari. Chi appartiene a questo segno trova difficile esprimere se stesso poiché, i legami famigliari che richiedono continuamente la “fedeltà al sistema famiglia”, condizionano la vita dell’acquario soprattutto attraverso i ricatti morali. Spesso l’acquario rinuncia alla sua verità, proprio per non far “soffrire” la famiglia. Se desse veramente ascolto e seguito a ciò che la sua vera natura richiede, forse combinerebbe qualcosa di folle, di pazzo, qualcosa in totale rottura con le regole sociali. Ecco perché ha timore della propria luce, della sua natura, perché sa di cosa potrebbe essere in grado di fare, nel bene e nel male.

Se non vissuto pienamente lo scopo di vita, l’acquario si chiude, si isola e diventa arrabbiato. C’è il rischio che la rabbia repressa, sia rivolta contro se stesso mettendo in pericolo la sua stessa vita con situazioni estreme. Allora la pazzia è dietro l’angolo, la dissociazione mentale può prendere il sopravvento. Come nel film “into the wild”, dove il protagonista muore esule, lontano da tutta la sua famiglia e nella solitudine estrema, vittima delle sue ideologie; così l’acquario rischia di perdere gli affetti più importanti se non riconosce le sue qualità e cosa c’è dentro la sua gabbia. Probabilmente chi nasce acquario, ha la possibilità in questa vita, di metabolizzare traumi improvvisi da perdite, che creano forti dolori emotivi e tristezza. Tuttavia quest’ultima non è espressa con atteggiamenti depressivi o apatici, bensì in forma aggressiva verso cose, persone o situazioni che gli ricordano quel dolore. Spesso la figura di riferimento di questo trauma è il padre; lasciare andare questa emozione è fondamentale per l’acquario, poiché è la chiave che apre la porta della felicità. Ricercare la verità dentro di lui, osservando il dolore e accettarlo. La vera libertà la troverà, oltre quel dolore.