PESCI

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20 gennaio, 20 febbraio – Trasformativo, acqua, femminile

Il 12° e ultimo segno dello zodiaco, ma se osserviamo la loro funzione, i pesci non sono affatto da considerare come tali. Sono il segno che ci permette di fare il resoconto di quella che è stata la nostra vita e di valutare se quello che abbiamo fatto è positivo o negativo. Poi, col segno dell’ariete, si ricomincia un nuovo ciclo. Per questo motivo, lo zodiaco si conclude con un segno d’acqua che porta dentro di se una grande sensibilità. Essendo il terzo segno d’acqua, la sua qualità è spirituale e trasformativa. Se l’acqua del cancro rappresenta i legami famigliari, quelli che da piccoli sono necessari per la sopravvivenza, che ci nutrono, ci vestono, ci proteggono dai pericoli; la seconda acqua, quella dello scorpione è un’acqua adulta, matura, che ricerca i legami utilizzando i sentimenti, l’unirsi ai propri simili cercando di creare un’entità più allargata rispetto alla famiglia; l’acqua dei pesci supera ogni barriera e si unisce col tutto, diventa universale. Il cancro si lega con i consanguinei, lo scorpione con i propri simili, i pesci con l’umanità, con il prossimo. “Ama il tuo prossimo” è un concetto che i pesci ricercano e utilizzano, anche se razionalmente potrebbe non esserne consapevole. Il “prossimo” è riferito a tutti, anche ai nemici e agli sconosciuti. Non a caso questo segno viene associato ai principi del cristianesimo; tra questi il “sacrificio” per gli altri, il farsi umiliare in croce, è molto forte. Il ricercare la salvezza altrui, spinge le persone di questo segno ad incontrare soggetti con disturbi mentali abbastanza evidenti. Sono i salvatori dell’umanità. Questa loro attitudine è l’effetto della grande sensibilità, che li fa vivere in maniera compassionevole ed empatica, a partecipare alle sofferenze altrui. Troviamo spesso persone con aspetti importanti nei pesci (come l’ascendente, luna, venere o saturno) che fanno lavori in ospedale, case di cura, la croce rossa. Sono sempre in aiuto di qualcuno. Questa loro spiccata empatia, li pone in balia delle correnti emotive. Potrebbe uscire di casa di buon umore ma, incontrando una persona sofferente, diventare come lei. Ma vale anche l’opposto. Sono sempre alla ricerca di uno stato alterato di coscienza: qualcuno indotto da dipendenze tipo alcol, droga, sesso; altri da psicofarmaci, antidepressivi. In forma più evoluta, sono persona che riescono a fare viaggi in “astrale”, quelli che hanno la capacità di meditare e andare in profonda trance. Chi viene in contato con una persona del segno dei pesci, deve sapere che ha di fronte a se uno specchio: sono, a loro insaputa, come uno schermo cinematografico dove ognuno proietta la sua paura; per questo i pesci vengono trattati male dalle persone a loro care. Sono il segno dell’infinito, dello sconosciuto, dell’inconscio collettivo, del luogo dove tutte le nostre paure hanno trovato posto. La persona che ha davanti a se un pesci, vede in lui, o in lei, la sua paura, il suo lato distruttivo; anche se poi il pesci non è affatto come lo vede l’altro, ma questi percepisce in lui, o in lei, qualcosa da distruggere. Ecco perché il concetto dell’umiliazione è riferibile ai pesci, perché, inconsapevolmente, hanno questa funzione. Quindi, se utilizzate in maniera consapevole, le loro capacità fanno diventare questo segno un ottimo terapeuta e psichiatra. Li troviamo spesso, infatti, in ambienti dove la carica umanitaria del servizio è sentita tanto. Data la loro spiccata sensibilità , sono ottimi artisti: poeti, pittori, attori, danzatori. Sanno creare cose che altri non riescono nemmeno ad immaginare. Lavorare nel campo artistico è la loro prerogativa. E’ il segno dei Sogni e della loro realizzazione.

Il pianeta che governa i Pesci è Nettuno. Pianeta associato al settimo chakra, all’apertura verso lo spirituale. E’ il pianeta che mette il Tutto, l’Universo, l’assoluto, in collegamento con il materiale, con l’uomo. Chiaro che, di fronte alla sensazione di vuoto, di immenso, di qualcosa di molto più grande di lui, l’uomo entra in uno stato di paura. La spersonalizzazione, il timore di perdere la propria identità di non essere più individuabile, ma di appartenere ad una grandezza che ingloba tutto, che tutti siamo Uno, questo spaventa tanto.
Chi nasce sotto questo segno, ha come scopo di vita quello di unire il visibile con l’invisibile, superando qualsiasi forma di divisione del mondo. Tutto è Uno e Uno è Tutto. Trovare l’armonia degli opposti che avviene principalmente nel rimuovere il giudizio che si ha nei confronti del femminile. Infatti, chi appartiene a questo segno, può aver vissuto problematiche con la madre. L’uomo divenendo un marinaio, pieno di se che ad ogni porto lascia la sua impronta biologica; la donna cercando situazioni che umiliano la sua femminilità relegandola in alcuni momenti, a funzione di “Geisha”. Smettere di avere questo tipo di atteggiamento, rende un pesci il vero guaritore dell’Umanità. Grazie a lui, possiamo diventare persone migliori; accogliendo il nostro femminile, esprimere tutte le nostre qualità colorate che fanno crescere, evolvere, superare quel blocco che non ci consente di essere completi. Dovremmo ringraziare di continuo i pesci per la loro funzione, spesso di sacrificio, che si assume al momento della nascita.

Se non vissuto nel modo corretto, il proprio sogno di vita può diventare un incubo. Stati alterati di coscienza indotti da droghe, alcool e dipendenze di ogni genere, utilizzati per fuggire da un sentire troppo accentuato. E allora il lato femminile, quello negativo dei ricatti morali, dell’inganno, dei sotterfugi, della circonvenzione e manipolazione, prende il sopravvento e la persona diventa avulsa da qualsiasi forma di realtà. Le paure diventano reali, e si ricorre, spesso, all’utilizzo di psicofarmaci. Il proprio lato oscuro prende il sopravvento e tutto diventa buio.