COME AFFRONTARE I TRANSITI DIFFICILI
Buongiorno Anime Belle,
come affrontare un transito, o più transiti, difficili?
Quando attraversiamo un periodo descritto dai transiti planetari come “difficile”, l’unico strumento che abbiamo per affrontarli è “accettare”.
Chi studia astrologia in modo serio, sa benissimo che al verificarsi di alcuni passaggi planetari corrispondono eventi che portano a crisi anche profonde. L’intensità dell’’evento, che porta poi ad una crisi, dipende dalla velocità, o lentezza, del pianeta in gioco. Più il pianeta è lento, più la crisi è profonda e interiore. Più sono coinvolti pianeti lenti, più siamo in contatto con la nostra Anima, col nostro Sé.
Benché tanti di noi affrontino questi periodi con dolore, resistenza e difficoltà, queste fasi sono fondamentali per la nostra Anima che ci vuol riportare in linea con il nostro Centro. Più siamo lontani dal Sé, più la prova da affrontare e il disagio, sono forti.
Dopo tanti anni di consulenza e studio, oramai ho appreso la regola numero uno!
“IL CASO NON ESISTE”.
Il nostro tema natale è il nostro “orologio dell’Anima” che ha già scelto eventi particolari in determinati momenti della nostra vita che coincidono con alcuni passaggi planetari. Sono cambi di pelle, passaggi trasformativi e iniziatici che, citando Roberto Assagioli, rappresentano “l’incontro e la collaborazione con l’inevitabile”.
Il problema è che questi passaggi ci chiedono spesso di cambiare i nostri Valori di riferimento: allora accade che rimettiamo in discussione l’intera nostra esistenza, creando crisi non solo a noi stessi e, come effetto collaterale, anche a chi ci circonda. Allora facciamo resistenza perché creare “caos” la dove abbiamo creato un certo ordine, produce sensi di colpa, frustrazione, rabbia perché non vogliamo cambiare le cose come sono! Certo, alcuni sono più predisposti a fare cambiamenti rispetto ad altri, ma di base, l’essere umano è “conservativo”. Poi arriva un Urano e Plutone qualunque e ci rivoluzionano tutto, ci accorgiamo che non possiamo controllare nulla e, se ci aggrappiamo e identifichiamo con qualcosa di esterno, prima o poi quella cosa ci verrà tolta inevitabilmente.
Ma queste fasi non possiamo evitarle! E allora che fare?
Possiamo solo sostenere il processo, rimanere in ascolto di ciò che il nostro Sé ci chiede di fare.
Seguire il flusso, essere come l’acqua. E’ fondamentale cambiare “visione” verso questi eventi: non più come qualcosa di sfortunato, ma come momento di svolta e di cambiamento necessario, che ci accompagna verso lo sviluppo della nostra Unicità.
I Taoisti ci insegnano che l’unico modo per affrontare i cambiamenti è appunto, essere come l’acqua.
Tutto sto pippone è perché in questi anni, siamo, a livello collettivo e individuale, dentro una “crisi” e la crisi è l’anticipazione di un cambiamento, che, in questo caso, è e sarà epocale.
Un caffè con la sambuca ci dice proprio!
